FAVOLA ANTIRAZZISTA – un moretto di E. Hoffman (1809-1894)

Sfogliando i volumi de l’Enciclopedia dedicata ai Ragazzi, edita da Arnoldo Mondadori negli anni ’40, una bella dote transgenerazionale ricevuta dal ramo Mian della mia famiglia, scopro sempre nuove filastrocche e favole scritte da autori più o meno irriverenti, create nel passato ma ancora piuttosto attuali. Prendete questa, ad esempio. Si intitola “Il moretto” e nasce dalla fantasia di un certo Enrico Hoffman, ottocentesco medico tedesco, autore – tra le altre rime – di “Pierino il porcospino”, personaggio piuttosto noto. Il dottore in questione si divertiva a raccontare storielle ai bambini, per dilettarli ma anche per educarli alle regole della buona convivenza.

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Più nero della pece e del carbone

va passeggiando al Sole un morettino

che però tiene aperto l’ombrellino

per via di non guastar la carnagione.

Ed ecco verso lui Gigi s’affretta

spiegando al vento la sua bandieretta;

ecco Maso col cerchio e, più lontano,

ecco Pierin con la ciambella in mano.

E gridan tutti e tre: “Ma questo è un mostro

che è tinto con la pece e con l’inchiostro!”

E senza punto garbo né rispetto

danno la baia al povero moretto.

Ma il gran mago Niccolò

vide il caso e si sdegnò.

Prese un grande calamaio,

venne e disse: “A questo guaio

rimediar presto bisogna.

Via, ragazzi, è una vergogna

canzonare quel moretto!

Ma che colpa ha il poveretto

se la pelle scura scura

ha sortito la Natura?”

Ma nessun si dà pensiero

del rimprovero severo,

e del mago alla sgridata

fanno tutti una risata.

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Disse allora Niccolò:

Ben pentire vi farò!

E allungando le gran braccia

i tre bimbi per la faccia

in un attimo agguantò

nell’inchiostro lì tuffò,

e li tenne fermi e stretti

nonostante gli sgambetti.

Poi li trasse e disse: Andate!

ora al moro somigliate;

anzi, a dirla qui fra noi,

i più neri siete voi!

Mogi, mogi, scorbacciati,

neri neri diventati,

vanno i tre dietro al moretto,

con grandissimo dispetto.

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