VADE RETRO SATANA – poesia apotropaica

Vade retro Satana – vade retro

tu sei la madre santa dei figli nati stanchi

dei fogli sempre intonsi, dei muri bianchi.

Numquam suade mihi vana – non mi attrarre

con le luci colorate lungo il viale

con le voci che seducono al banale.

Non spezzarmi la parola che ora nasce

da un serpente senza un capo né una coda

da una vergine che al duro fallo approda.

Sunt mala quae libas – se per caso

ciò che m’offri è quanto già possiedo

se tu soffri quando dico che ti vedo

vade retro tu – ch’io me ne vado retro

e allo specchio, se t’incrocio, siamo croce.

Starò all’occhio, perché adesso la tua voce

come tempera io sposo alla mia carta

fuso nel colore eccelso, diluito ad acquerello.

Sono io quel Paracelso, il mago del fornello.

 

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Ph. Luciano Borgna

 

POETICA DEI SOGNI E LA POLVERE/6 – Regina

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Regina con due cavalieri – foto mia

Nel sogno

  è Regina che incede sinuosa

  tessuta ad arazzo, in colori cangianti

  tra scene di caccia, tra polvere e grida

  e le bocche cucite, silenti.

M’accordo,

  volente o nolente, alle trame sottese

  e dei punti incrociati di certo m’accorgo.

Non posso evitare

  di partecipare al crimine ordito,

  al nero complotto – son reo cavaliere

  ferito in orgoglio – eppur sono in grado

  di mettere ordine nel grano e nel loglio.

Mi sveglio, son desto,

  mi scuoto ché, onesto, io voglio fermare

  codesto assassinio, io posso far meglio

  d’un taglio di lama che spezza la trama.

Regina ora incede

  tra noi cavalieri, non verso la forca

  ma verso la forza che la fa tesoro

  in forma narrante per tutte le storie

  ch’io esercito in marcia verso il futuro.

NUVOLE + NEBBIA – due poesie

NUVOLE

(Se tu perdessi la testa per me io taglierei la mia e andremmo in giro con il cielo al collo, la collana e la cravatta per cappelli)

Quando hai detto
La tua testa tra le nuvole!
Ho pensato
Tu sogni.

Perché sarebbe davvero una festa il volo
di una testa libera dal giogo dei pensieri

In un gioco interrotto di colpo, taglio netto
alla ghigliottina
la mia testa al vapore è vaso d’alchimista
– sospesa – in passione per te –
sublimazione.
Ed ecco vedresti di me ghirigori di cirri
accumuli di cumuli e cumulonembi
e frizzi e lazzi di pecorelle e draghi.
E matrimoni regali.
Vedresti sfrecciare al vento del Nord
eserciti di spumoni gonfi di temporale.
Mordicchieresti tempesta nella mia testa.

Invece no.
No.

Le nuvole scorrono in fila
sullo stendibiancheria celeste
e la mia testa, ti dico, la testa

io la porto

ben fissata al collo
per muovermi tutta con i piedi per terra
con lo sguardo dritto nel tuo a risvegliarti
il sole.

(Se tu perdessi la testa per me io taglierei la mia e andremmo in giro con il cielo al collo, la collana e la cravatta per cappelli)

*

Nuvole.

Una poesia inventata in dieci minuti sul tema obbligatorio “nuvole” per la battaglia, il combattimento, il certame angelico.

#favolesvelte

Ph. Max Ponte/Enrica Merlo
#angelicocertame

NEBBIA – THE FOG + THE FALL

La nebbia dichiara
inesorabilmente
la presenza dell’autunno
la caduta, the fall.

Non le foglie morte
di Verlaine, non il vento
selvaggio dell’Ovest –
per quanto io possa
apprezzare l’idea
di chiacchiere accese
di fronte al caminetto
con Percy Bysshe
o, meglio, con Lord Byron.

La nebbia di campagna
inevitabilmente
è una storia diversa
da quella raccontata adesso
dalla cugina di città.
Un grigio topo
che non s’intona a nulla.

Occorre amare Torino
alla follia per mentire e dire:
“Romantica idea la nebbia
che, inesorabilmente
dichiara la presenza tua
autunno.”

 

 

 

WALLY ON THE MOON – little lullaby

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Io sulla Luna (Cap Martin)

Waiting on the Moon

Will he come back soon?

Waiting for the Sun

Wally embraces the gun

Just to shoot Mr. Shadow

In the middle of the meadow.

Wally on the Moon

Counts the stars with a spoon

And sows the seeds on Earth

To fill your little heart.

 

HELL-HALLO-WEEN! – filastrocca per questa notte

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Ciao! Hell-Hallo-Halloween!

Ciao son la Strega, ed ecco la tela
nella quale il ragno con il ragno
va danzando e tessendo una vela
per salpare dall’incubo al sogno.
Vieni qui madre ragno e sorella
che stanotte i fantasmi son desti!
Vieni qui che la Parca più bella
cuce autunno in inverno e fa festa!
Ecco adesso non dico “Halloween”
che fa tanto anglosassone eppure
dico “Hell”, oppure “Hallo” e infin
un saluto infernale di lettere scure
che paura fa pure allo zio vampiro
alla nonna con falce, alla Morte
ai mostri dannati che girano in giro.
Ciao! Hello-Hallo e ricamo la Sorte.

#favolesvelte
Io con il nido di Cyrthophora Citricola che diventa sempre più grande nel giardino dei nonni.