Quel gran pezzo di un torrione
tra i frammenti industriali
mi agguanta in bocconi di storie
snocciolate mattone a mattone.
Cocci di cielo che non ho il tempo
di fotografare, se corro e penso
alle coincidenze degli autobus.
Sempre troppo precocemente
il caso eiacula e sbriciola città
fatte a strati come un torrone.
Strappi di gabbiano e nubi grigie
e rotaie tese alle montagne
– scatto, segno e memorizzo.
Appunto punti nel lobo frontale
sguardi nello stomaco, brividi
tra un flash di coscia e sorrisetto.
Prendo nota dappertutto, mi scovo
ipertesto carnale, Babele
che non teme più la confusione.
Valeria Bianchi Mian
