IL SEGRETO DELLA NONNINA – mitologie

Oh, nonnina, il tuo profumo di naftalina, d’armadio tarmato, il tarlo del fare la calza a maglia, quattro ferri in movimento intorno al centro, ed ecco il cerchio si crea in mille colori, il tubo di lana diventa spirale nel tempo che fu.

Oh, nonnina, se tu fossi ancora viva oggi compiresti 127 anni – e invece sei mancata al respiro nel tuo letto a 107, dopo un mesetto d’agonia leggera, fluttuavi nella dimenticanza chiacchierando con la Madonna dalle scarpette azzurre.

Nonnina, di te ho già parlato, ho scritto poesie sul tuo sguardo d’argento, mitologie – carpire il segreto del tuo sorriso, l’esercizio della bellezza, la professione del credo in un solo momento, creatore dell’ora e del qui.

Le regole per vivere a lungo sono scritte nel sangue e nel vino: minestrone a pranzo, mezzo bicchiere di rosso, una preghiera a quel che vuoi tu, poche riverenze – ti è bastata la schiavitù del nutrire i tedeschi con il latte dei tuoi sette figli.

Chiudo gli occhi e sei qui con me. Dici “la mì Valeria” e mi baci la guancia. Tintinna la margherita d’oro che pende dal tuo lobo di antichissimo neonato, sull’onda delle iridi color acquamarina; scivola il mio amore dal nasino all’insù, si accoccola tra le pieghe minuscole del tuo viso.

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