
I.
La mia poetica del quotidiano in doppio senso: luce e ombra, ombra e luce. Derviscio a trottola sul tappeto, tra giorno e notte, notte e giorno. Moto perpetuo, moto fronte e retro, destra e sinistra e viceversa. D’ogni attimo colgo l’essenza girando piano, rimescolando il tempo, lo spazio, l’arcano.
II.
(da “Favolesvelte”, Golem Edizioni, 2016)
Il signor Ed Mondo scrive frasi e poesie
sui tovaglioli al bar della mia stazione.
Lui è un vagabondo con mille fantasie
ma ha perduto il filo della direzione
in cui i treni vanno e si scorda l’orario
preciso di un diretto o di un Regionale.
Il signor Ed Mondo abita sul binario
di doppi sensi in narrazione corale
fatta di pezzi di pizza e di cartacce
fuori dai bidoni della spazzatura.
Sono storie di scorci di gambe e di facce
immagine passata, visione futura.
Ed Mondo conosceva a menadito
il tempo dei treni, ché seguiva ogni via
sopra il tabellone, indicando con il dito
al viaggiatore perduto dentro la follia.
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Ecco qui ad esempio un suo appunto un po’ unto uscito dal mio tovagliolo di carta: LA STAZIONE È IL NOSTRO VITALE RIASSUNTO. UN PASSAGGIO PRIMA CHE LA MORTE RIPARTA.
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“Uno dei miei personaggi preferiti è il signor Ed Mondo, che vive sui binari della ferrovia. Mi ci ritrovo in questo omino che si scorda gli orari del treno ma che, fra treni e stazioni, trascorre lunghi e bei pezzi di vita. In una mia canzone c’è una strofa che dice: “La tua casa è un treno, il mio cuore un vagone che sta sui binari e non cambia stazione“. Ecco, qualcosa del genere. (Federico Sirianni, Prefazione a Favolesvelte)
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Fotografia: io dinamica
Sto seguendo.
Molto interessante il tuo blog. Ti sto invitando a visitare il mio “Spiegazione Seriamente” e se possibile commentare.
Un abbraccio brasiliano.