POETICA DEI SOGNI E LA POLVERE/12 – doppio senso

ed mondo blog

I.

La mia poetica del quotidiano in doppio senso: luce e ombra, ombra e luce. Derviscio a trottola sul tappeto, tra giorno e notte, notte e giorno. Moto perpetuo, moto fronte e retro, destra e sinistra e viceversa. D’ogni attimo colgo l’essenza girando piano, rimescolando il tempo, lo spazio, l’arcano.

II.

(da “Favolesvelte”, Golem Edizioni, 2016)

Il signor Ed Mondo scrive frasi e poesie

sui tovaglioli al bar della mia stazione.

Lui è un vagabondo con mille fantasie

ma ha perduto il filo della direzione

in cui i treni vanno e si scorda l’orario

preciso di un diretto o di un Regionale.

Il signor Ed Mondo abita sul binario

di doppi sensi in narrazione corale

fatta di pezzi di pizza e di cartacce

fuori dai bidoni della spazzatura.

Sono storie di scorci di gambe e di facce

immagine passata, visione futura.

Ed Mondo conosceva a menadito

il tempo dei treni, ché seguiva ogni via

sopra il tabellone, indicando con il dito

al viaggiatore perduto dentro la follia.

*

Ecco qui ad esempio un suo appunto un po’ unto uscito dal mio tovagliolo di carta: LA STAZIONE È IL NOSTRO VITALE RIASSUNTO. UN PASSAGGIO PRIMA CHE LA MORTE RIPARTA.

**

Uno dei miei personaggi preferiti è il signor Ed Mondo, che vive sui binari della ferrovia. Mi ci ritrovo in questo omino che si scorda gli orari del treno ma che, fra treni e stazioni, trascorre lunghi e bei pezzi di vita. In una mia canzone c’è una strofa che dice: “La tua casa è un treno, il mio cuore un vagone che sta sui binari e non cambia stazione“. Ecco, qualcosa del genere.  (Federico Sirianni, Prefazione a Favolesvelte)

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Fotografia: io dinamica

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