PEZZI – una poesia

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Quel gran pezzo di un torrione

tra i frammenti industriali

mi agguanta in bocconi di storie

snocciolate mattone a mattone.

Cocci di cielo che non ho il tempo

di fotografare, se corro e penso

alle coincidenze degli autobus.

Sempre troppo precocemente

il caso eiacula e sbriciola città

fatte a strati come un torrone.

Strappi di gabbiano e nubi grigie

e rotaie tese alle montagne

– scatto, segno e memorizzo.

Appunto punti nel lobo frontale

sguardi nello stomaco, brividi

tra un flash di coscia e sorrisetto.

Prendo nota dappertutto, mi scovo

ipertesto carnale, Babele

che non teme più la confusione.

 

Valeria Bianchi Mian

BANNO DI MENO – filastrocca di Facebook

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Mio figlio 🙂

Comunisti oppure fascisti
destrorsi e anche mancini
noiosi eppure sinistri
gioiosi ma un po’ birichini.

Uomini, donne, bambini.

Omofili, omologhi, omofobi
etero, eterei o ciccioni
giganti, elfi, nani e microbi
ma che non rompano i maroni.

Poeti, scrittori e cazzoni.

Io dai contatti Facebùk
non bannerò nessuno.
Sarò un folletto, sarò Puck
per mille, cento o solo uno.

Da Timbuktu a Belluno.

Parlate, scannate, fate
pace con le conseguenze.
Se non vi va bene andate
non patirò mancanze.

Avete forse rimostranze?

Banno solo gli insistenti
che “Mi piaci, ciao bella
son Piacione, ma senti
ma emoticon, ma stella…”

Vai, pedala senza sella!

LE MANICHINE – poesiola del pedofilo

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Corpi e oggetti a pantoni e pennarelli

 

Mani dolci, mani calde

mani scavano la pelle.

Dita lunghe e plasticate

dita dure e sconosciute.

Lui le ama sode e salde

che sia una – o due sorelle.

Lui è un grasso occidentale

troppo ricco ed annoiato.

Viaggia molto, viaggia spesso

 mangia sesso come ossesso.

Compra amore accidentale

con i soldi acquista il fato.

A lui piacciono piccine

orientaleggianti e belle.

A lui piacciono silenti

che lo stringano tra i denti.

Lui le vuole manichine

nude, aperte, molto snelle.

 

Come padre di famiglia

non ha colpe, non ha macchia

se la voglia che lo piglia

non riguarda mai sua figlia.

 

Valeria Bianchi Mian

 

 

 

 

 

 

UCCELLI A TORINO – una “quasi-poesia”

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– Vecchio schizzo a pennarelli (consumati) –

Una “quasi-poesia” scritta nel mese di Marzo 2015, salvata nella migrazione da Faccia

Libro a WordPress. Colta al volo, come ornitologia spiccia o “dei volatili metropolitani

che appaiono di prima mattina e creano confusione mentale”.

 

Mi sono svegliata stamattina all‘alba
e ho pensato per un attimo
di esser dentro un sogno strano
scoprendo sul balcone
un gigantesco gabbiano metropolitano.
Sono figlia degli anni settanta
ormai ho una certa età.
Quando ero piccola non c’erano
né gabbiani né corvi in città
(son milanese di Milano).
Cambia il clima, scorrono paesaggi
nel mutevole animo globale –
Horus il falco, l’ibis di passaggio
pappagalli, falchi e rondinelle
poi per tutti l’uccello del paradiso
col volo finale, l’ala, la mano.

 Valeria Bianchi Mian

FILASTROCCA DEI DIRITTI CIVILI – la storia si fa seria

Gertrude (o è Genoveffa?) dalle barricate

lancia i pomodori a Cinderella

accoglie Biancaneve con sonore fucilate.

Dal canto suo, Caino spara dritto

al cuore d’un lupastro con gonnella

gridando “nonna, grido: è mio diritto!”

Dal lato suo, Abele vuol vendetta:

fratello dà a fratello il reo fardello

di fuoco senza sconto, grossa fetta

d’amore rosa fucsia nella mischia

di fumi, fiamme e raggi colorati.

Pinocchio, in prima linea, ride e fischia

“Son vita di bambino: ne ho le prove!

Giro in girotondo, senza Dio e derivati!”

Che Dio sia morto è chiaro, non ci piove.

Re della scacchiera, lui sotto terra gioca

e muove i suoi alfieri: “Vinco Io!”

“Giriamo noi e basta!” – e che gioco dell’oca!

propugna la Famiglia con l’arma nucleare.

Hansel e Gretel non han le bombe, oddio!

Finisce a torte in faccia, finisce infine a fare

macello di chi ormai, caduto senza appello

aspetta l’apertura quotidiana delle tombe!

Epilogo

Il tirannicidio dei ’70 fu assai litigarello, ma oggi siamo qui a colpirci sulla faccia e, se la terra trema, l’orco laido incombe il mostro che, volendo, sa far di tutto feccia.

Valeria Bianchi Mian

Disegnino a pennarelli…

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