A volte ritornano. E ritornano contenti di ritornare. Ritornano i lupi mannari, i vampiri, le principesse. Tornano a casa persino i figlioli, prodighi di attenzioni per i genitori. Arrivano i viaggiatori, le navi, le armi e i bagagli. Ed ecco, ci sono anch’io. Valeria Bianchi Mian. Sono ritornata, qui, adesso.
Favolesvelte è stato un contenitore-mondo, un sogno pieno di storie, un racconto di 365 giorni. Sta per diventare un libro, Favolesvelte. Un libro illustrato edito da Golem Edizioni. Uscirà in primavera, arriverà insieme alle rondini. Alle margherite. Alla voglia di mare.
Nel frattempo, ho deciso di ricominciare a raccontarvi storie.
(Marzo 2015 – storiella liberamente tratta da un racconto di paese)
Bisogna stare attenti, dicono i vecchi, perché se una vipera ti morde puoi diventare un lupo mannaro.
“È capitato anche a Tonino, il figlio del droghiere”, ricorda il mio prozio e trema da capo a piedi nel narrare la vicenda, poiché la faccenda, ben nota nel borgo, non è stata priva di conseguenze.
“Il negozio fallito, gli psichiatri giù in città, far dentro e fuori dagli ospedali, e Tonino chiuso in casa ad ogni luna piena… E dire che sarebbe bastato estirpare la radice, strappare via la testa alla vipera molesta.”
Ma la serpe morde e scappa, non può esserci vendetta; non c’è cura per la voglia di ululare e la paura.
“Stai attenta quando passi per la strada dentro il bosco, guarda bene che tra i sassi non ci sia la maledetta. Stiamo all’erta tutti quanti, ché le vipere ti cambiano per sempre.”
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