STORIE DI PIRATI – una favola dal mio libro

STORIE DI PIRATI

Avevano solcato i sette mitici mari
visitato innumerevoli isole deserte;
avevano navigato sempre solitari
per giorni e giorni, le camicie aperte
sui pettorali forti, villosi e tatuati
con sorrisi beffardi e occhi da pirati.

Avevano seguito tutte le indicazioni
scritte sulla mappa dal Capitano Sole
ma non c’era alcuna ombra di dobloni.
Erano secche oramai anche le parole
sotto l’astro di fuoco che ardeva il mare
e le bevande cominciavano a mancare.

«Terra! Terra!» urlò la giovane vedetta
al che si levarono voci di canto, grida.
Volarono persino le armi e una tal fretta
colse l’intero equipaggio, quasi a sfida.
Ora e subito tutti volevano approdare!

I pirati si precipitarono a esplorare
quel luogo strano, un posto malsano.
Attraverso la palude nera e divorante
persero tre di loro, eppure il Capitano
non si perse d’animo in quel delirante
panico collettivo che colse la ciurma
quando calò, lugubre, la luce notturna.

«Forza! Noi siamo sulla buona strada!
(la mappa, in effetti, davvero sembrava
confermare) Io vi dico, comunque vada
siamo pirati, signori, siam gente brava
nel senso di uomini coraggiosi ed eroi

non

bambinette.

O ce ne sono di

b-a-m-b-i-n-e-t-t-e

tra voi?»

«No! No, certo! Capitano si va avanti!»
La ciurma si animò. Anche il pappagallo.
«Per tutti i morti, per i vivi e per i santi
avremo l’oro quando canterà il gallo!»
Il gallo non cantò perché lì non c’era.
Restarono sull’isola un giorno e una sera
ma prima di partire ecco che la fortuna
coincise con la mappa del loro Capitano:
il sentiero illuminato dalla bianca Luna
piena, bella, godereccia, svelò l’arcano.
La spiaggia dell’isola brillò tutta d’oro
di diamanti, di gioielli!

Ah, beati loro!

(da Favolesvelte, Golem Edizioni, Torino 2016)

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