Avere vent’anni negli anni Novanta era fare lo slalom tra il no future e il possibile.
La signorina a cavallo tra la fata e la strega procedeva a piccoli passi – prova ed errore:
un deux trois, fai la giravolta, sorridi soltanto se il sorriso profuma d’indipendenza.
La trasgressione è il bisturi per tagliare i cordoni ombelicali con estrema precisione.
Avevo vent’anni nei Novanta e un’anima carnale, sogni corposi e senso di polpa, canini aguzzi e una sana voglia di mordere la vita all’osso.
I fidanzati come caramelle dai gusti misti, le mani le bocche le sperimentazioni.
C’erano febbraio e ottobre densi di sapori, una Milano ignara della globalizzazione Social, una Torino da spremere limone arancio tra un club e un’inaugurazione,
travestita da donna adulta
per l’occasione.
#ricordi #poeticadeisognielapolvere

Bella l’immagine e la descrizione!
Cara Maria, grazie, leggo ora il tuo commento. Sono poco presente su WordPress, articoli a parte. Ma davvero grazie.
Di nulla 😊