POETICA DEI SOGNI E LA POLVERE/5 – Eva Divisa

Da uno scritto del 1992. Appunti per una “Eva Divisa”. Un testo mai nato, abortito dopo pochi mesi dal concepimento. Salta fuori dalla polvere, miracolosamente.

Ne trascrivo qui un estratto.

“Eva in altalena sul crepuscolo del sonno,  nella nebbia viveva con due angeli randagi e un branco di cani al servizio del demonio. Firmava patti con il mestruo velenoso, amori sterili. Le sue risate mi fanno girare la testa, la sua voce mi afferra la pelle.

Adesso invoca l’Est e chiede di me, incita il sole con stridii da sirena volatile, mi regala goccia a goccia un nuovo sangue per indurmi in tentazione e in congiunzione.    

Bussa alla mia porta anche di giorno e non vuole lasciarmi solo; è pensiero ribelle.

Cammino per le strade scoprendo angoli che l’inverno aveva tenuto nascosti, mura che circondano un giardino di statue e rampicanti, pudiche vergini, marmoree silfidi dalla pelle di ghiaccio.

Mani bollenti, baci stanchi, l’estate che mi porta lungo il fiume verso zone deserte di questa città:  il mio corredo nuziale. 

Si, lo voglio.

Seguirò i suoi indizi come resti di antichi naufragi, attraverso il mondo che mi sta sussurrando dalle pagine di un diario, dalle fotografie, da tutti quegli strani oggetti testimoni di lei, organi pulsanti come cimeli viventi, custoditi con timore dentro fragili alambicchi.“

Dal quaderno dei sogni del 1992:

una figura femminile mi dice di essere una “whore of darkness” e, contemporaneamente, una “angel of the day“.

Fotografia dal passato remoto. Fui. Egli fu.

1930671_27781944772_6000_n

DONNA DI CARDI E ALTRE POESIE – videopoetica #spokenwords con la voce di Ivo De Palma

 

Asso di Cardi è la carne e le spine
Due di Cardi, spalanco occhi viola
Tre di Cardi, son canzoni bambine
Quattro di Cardi, sui banchi di scuola.
Cinque di Cardi, le corse giù al fiume
Sei di Cardi, l’abbraccio del mostro
Sette di Cardi è d’amore il tuo lume
Otto di Cardi è vendetta ed il nostro
Nove di Cardi ha la testa già mozza
che il Dieci di Cardi dal giogo si libra
che Fante a Cavallo il cuor non insozza
ma Donna di Cardi al suo Re vita vibra.

13662656_10153891798999773_296743900_o

Vi invito a visitare il canale You Tube di #spokenwords per ascoltare molte altre poesie.

 

POETICA DEI SOGNI E LA POLVERE/5 – Demone

image.jpegDemone

è fuoco e tempere

ha voce da tenore, ha occhi enormi.

Dopo le notti di incubi a infrarossi

salta sul letto come un matto e vomita

ideazioni continue, ruscelli colorati

fiumi in immagini che dovrei cogliere

al volo.

Dio, se non avessi questo Io così pigro!

Potrei incidere il flusso dentro i libri

di carta carnale

per non perdere nemmeno uno sguardo

del mio Demone.

Vorrei diventare certosina per miniare

testi

con regole militaresche, organizzando

con precisione l’onirica potenza

satanassa.

V.B.M.

POETICA DEI SOGNI E LA POLVERE/4 – appunti

13563154_10153861567139773_295224922_n

Alchimista.

Al mattino riavvolgo il filo dei sogni. 

M’afferra il sonno, ovvero: l’Io è dal sonno

agguantato,

dal lembo di pelle, dal buco più nero

nel pavimento, dalle zampe del capro

espiatorio.

Arranco a fatica tra i ciottoli, ed ecco:

è la strada non scelta – la via dentro il bosco.

A mezzodì ricamo cotte di maglia,

annodo gli anni, annoto anelli e ipotesi.

Rubo la penna al diavolo ma non è un

furto, è il senso:

“Dammela, adesso! E’ mia quella penna, è mia

la parola dell’anima, mia la voglia

di seno, le gambe aperte che sfuggono.

Mio è il senno!”

Con tatto io opero il giorno nel giorno,

conduco il pomeriggio oltre il confine

della notte;

affronto il crepuscolo nel testa a testa

coi mostri, e nell’alba più densa distillo

oro reale.

Dalla bottiglia esce il profumo del fuoco.

E’ cottura di carni al mattino – brace

del domani.

+++++++

 V.B.M.

13530279_10153861567579773_1524009117_n

 

POETICA DEI SOGNI E LA POLVERE/3 – appunti

13517899_10153848933324773_794046465_o

Mater Anima(l).

Ricordo le carezze alla capretta della signora P., una capretta pezzata. Il suo sguardo intonso sul mondo fuori dal recinto. Questa notte ho visto la madre delle madri – o forse si trattava della sorella maggiore di ogni donna? – accogliere in un abbraccio la fanciulla con le corna di capretta. Lilith si teneva stretta a Maria in un connubio che di erotico aveva soltanto l’odore del latte – lo stesso latte che un unicorno potrebbe bere dal seno delle vergini.

Mater Anima(l).

Non è detto che l’Ombra sia crudele.

La mia nerezza è gioia che corre libera per i prati nel giorno del solstizio d’estate.

(2016 – dalle immagini del sogno di questa notte).