STATO CONFUSIONALE- una poesia novembre 23, 2016 di Valeria Bianchi Mian * Libri e storie * psychocandies Otto miliardi di bambini in attesa di un Godot, come spettatori sordi al vitale concerto noise, noi viviamo esistenze che procedono a saltelli nell’autoaffermazione dell’assolo “Io”. Sfoggiamo sorrisi armati fino ai denti, conclamati nella demenza senile, eletti giuria disorientata, eretti in focus maniacale e ci perdiamo nei labirinti del buco nell’ozono. No, non è vero che una goccia di pioggia che si sposi a centinaia di altre gocce vada senza dubbio a creare un mare. Dipende dal punto in cui la goccia cade. Se il cemento butterato sulla strada divora ogni cosa, compresi i sogni, come possiamo sperare di far talea unendo il tale e il quale o l’hic al nunc nel futuro che non miri solamente a prendere il sole in piscina su Marte? Sono, temo, una di quei quasi adulti che cammina lentamente sulla terra. Purtroppo mi tocca, ora è questa la croce da declamare sul palco dell’assurdo. Una commedia che va celando in ombra i prodromi della solita tragedia. Ecco! Mi toccherà, ed è un lavoro immane, il raccogliere milioni di lacrime dentro il mio minuscolo contenitore per tentar queste scritture a fuoco lento poetica del tempo e del mio senso. VBM/ora Condividi: Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook Mi piace Caricamento... Correlati