STATO CONFUSIONALE- una poesia

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psychocandies

Otto miliardi di bambini in attesa

di un Godot, come spettatori sordi

al vitale concerto noise, noi viviamo

esistenze che procedono a saltelli

nell’autoaffermazione dell’assolo “Io”.

Sfoggiamo sorrisi armati fino ai denti,

conclamati nella demenza senile,

eletti giuria disorientata, eretti

in focus maniacale e ci perdiamo

nei labirinti del buco nell’ozono.

No, non è vero che una goccia di pioggia

che si sposi a centinaia di altre gocce

vada senza dubbio a creare un mare.

Dipende dal punto in cui la goccia cade.

Se il cemento butterato sulla strada

divora ogni cosa, compresi i sogni,

come possiamo sperare di far talea

unendo il tale e il quale o l’hic al nunc

nel futuro che non miri solamente

a prendere il sole in piscina su Marte?

Sono, temo, una di quei quasi adulti

che cammina lentamente sulla terra.

Purtroppo mi tocca, ora è questa la croce

da declamare sul palco dell’assurdo.

Una commedia che va celando in ombra

i prodromi della solita tragedia.

Ecco! Mi toccherà, ed è un lavoro immane,

il raccogliere milioni di lacrime

dentro il mio minuscolo contenitore

per tentar queste scritture a fuoco lento

poetica del tempo e del mio senso.

VBM/ora

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