POETICA DEI SOGNI E LA POLVERE/11 -oltre il cancello

(dal quaderno dei sogni del 2004 – tracce, schizzi, punti di sutura – storia di una separazione per mancanza d’amore)

AGOSTO

“Un po’ fuori dal mondo io ci sto bene. Sdraiata sotto costellazioni di amarene mature nel giardino delle delizie, sputo i noccioli dei miei supplizi. Se non m’importa di approfondire strade al di là del cancello, S. mi terrà prigioniera di questa nostra gravità per sempre e continuerà a godere nel vedermi soffocare.”

“Prima di poter scavalcare il muro devo radunare gli strumenti del caso:

  • un asse del mondo che sia così flessibile da permettermi di prendere la rincorsa e poi saltare;

  • i gatti, i ragni e le succulente;

  • le ossa messe in ordine e inserite nei punti giusti del corpo, affinché l’involucro possa affrontare a testa alta il giudizio popolare e l’ira del re.”

SETTEMBRE

“Certe volte è più saggio più giusto migliore meglio più sano più fausto più veritiero più intelligente più altruistico dire NO.”

“Trattenersi non fare nulla o fare qualcosa un ritratto di signora in interno è natura morta – sei una persona libera, sei una persona libera – ripeti a te stessa reiteri la formula magica apotropaica in questo periodo surrealista della tua esistenza.”

OTTOBRE

“Crescere ed evolversi significa rinunciare agli istinti oppure comprenderne il senso? Spesso, come in una partita a Monopoli, gli IMPREVISTI modificano le mosse razionali del giocatore e la vita, diciamolo, è bella anche per questo. Quel che non si può tenere sotto controllo. Lo spazio di rischio. Questo quaderno è composto da pagine che si staccano come foglie autunnali. Dopo la caduta – the fall – dovrò mettermi l’animo in pace recuperando le forze nel letargo. La primavera è ancora lontana. La primavera sorride al di là di questo giardino nero.”

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pastelli, 2004

MARZO

“Cambio zona mentale. Vado ad abitare una terra più orientale. Mi addentro nella foresta di animali a colori, un chiacchiericcio in 3D che racconta favole buffe come i sogni di chi fu carcerato.”

POETICA DEI SOGNI E LA POLVERE/10 – altri scritti nei cassetti

 

 

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Sogno/1998

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Mariana – I’m NOT very dreary – ph. LB 

 

Tiravo i peli del mio pube: ne emergeva una donna nera. Lei tirava i peli del suo pube: una giapponese faceva capolino. La giapponese, a sua volta, tirando i peli del pube vedeva nascere la donna dell’Ovest. Il tutto compreso nel Vaso (alchemico) del Nord.

Scrissi: sono tendente alla nevrosi isterica. Tendo a stupire. Espongo mascherando.

Ho letto tutti i diari di Anais Nin e non mi sono annoiata.

(dai quaderni degli anni ’90)

POETICA DEI SOGNI E LA POLVERE/9 – scritti nei cassetti

 

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Inserisci una didascalia

testo e immagine del 1997 – io in purgatorio casalingo amoroso – domenica prima di un esame

 

tu che lavi i piatti era buono sì è carino il discorso lo fai così pubblico guardati ma no che paura? parlerai piano scandendo il messaggio bene ombelico di fuori ma dai! dove avrò messo la macchina forse l’hai presa tu ieri – tu che scrivi di schiena indivisa mi osservi allo specchio ho portato a lavare il cappotto – non farmi incazzare stasera ho capito guardando quel sacro tramonto invernale sul colle, dietro la chiesa… non credo esista il dio la dea gli dei tangibili sputi di terra e fiume fa niente il rossetto che cazzo voglio il purgatorio mi basta e non mi dispiace qui proprio per niente stoicamente resisto. io? dici profumo di ferro e foglie d’altronde negli astri ho metallo fuoco cottura alchimia.

un rum che ti devo fare assaggiare ma no che ubriaco tu poi incanala atmosfere emozioni singulti orgasmi multipli lo fai lo so. può essere così importante (spiragli di tempo permettendo?)

Valeria Bianchi Mian

I SEMI – due poesie

1.

Quando muoiono i vecchi

e i bambini domandano

che cosa sia il morire.

In marcia con i bastoni

al confine del bosco

io gli parlo di marcescenza.

“Elegy written in a country churchyard”

raccogliendo primule

per l’insalata – dal muro

cola la colla delle partecipazioni

fresche come le uova dello zio.

Eccolo, il fratello della nonna

e gli auguri dei nipoti

– saresti tu – dico a mio figlio.

Lo posso vedere il cadavere?

Curiosità infantile chiama

odorama d’ignoto – sguardo

tridimensionale sulla vita.

Perché no – e annusiamo la terra

buttandoci a pesce giù nel prato.

Strisciamo come vermi

parlando della talpa

con il buco in pancia

povera cieca stecchita al sole d’agosto.

Te la ricordi? Puzzava la nera

creatura piccolina nella sera.

Corriamo – cinque anni e quaranta

sette vite hanno i gatti, lo sai?

Ma noi, prima della morte

possiamo leggere tutte le storie

per scrivere la sorte a colori.

Corriamo – il vento è buono

per l’aquilone – e primavera pulsa.

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#lucianoborgnaph

2.

Auguri a Zeus

pietre in bocca a Saturno.

Auguri ai maschi

quando è il loro turno.

Auguri ai padri

d’ogni padre, madre, figlio.

Auguri a Urano

che figlia come un coniglio.

Auguri al Giuseppe

che ci mette il dito

tra un’intonsa Maria

e il Dio del mito.

Auguri a Osiride

padre del Sole nuovo

al seme accoccolato

al centro d’ogni uovo.

Valeria Bianchi Mian

19/03/2017

POETICA DEI SOGNI E LA POLVERE/8 – #sketchbook

Ricetta per l’appunto con schizzo:

  • impastare un sogno ancora fresco

  • associando parole assai polpose

  • visualizzando un pizzico di polvere

  • mescolare con cura e senza pose

  • aggiungere piuttosto quell’assenza

  • di strutture che addolcisce le cose

  • più dure, che spigoli mesce e vere

  • immagini narra a media pazienza.

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