Questa condivisione non è una favola. Vietata la lettura ai minori di anni 14! Favolesvelte si fa hard and dark, noir and thriller, per presentare una per una le recensioni al romanzo “Non è colpa mia”, edito da Golem.
Emma Fenu scrive:
“Non è colpa mia” è un thriller psicologico di Valeria Bianchi Mian, scrittrice, poetessa, psicologa e psicoterapeuta junghiana, edito da Golem nel 2018.
Danza Salomè e seduci chi dovrebbe essere padre.
Danza Salomè e fai avere metà del regno a tua madre.
Cade il velo rosso e il rosso dell’eros ti lorderà le carni.
Cade il velo arancione e il re ti dominerà.
Cade il velo giallo e accechi di orgoglio il tuo Erode.
Cade il velo verde e diventi una falena della notte.
Cade il velo blu e nulla ha più contorni.
Cade il velo lilla e ti schiudi come una rosa.
Cade il velo bianco e scopri il tuo viso innocente.
Sette veli per la catarsi di nessuno. La colpa resta e tu ci sei al centro.
Danza Salomè e sul piatto d’argento, stavolta, ci finirai tu.
Decapiteranno tutti i Giovanni Battista, ma tu sarai la prima a porgere il collo delicato, facendo cadere i riccioli neri sul ceppo dei boia.
Quanti sono i boia?
Cento, mille, un milione?
Non lo sai Salomè, sono tutti incappucciati e non è colpa loro. Fanno il loro lavoro.
Non è colpa del re, né di tua madre, né di tutta la corte che assiste allo spettacolo.
Perché, credono, che la colpa, se divisa, si parcellizzi e diventi sabbia su una rena che non serba orme e si allontani scuotendo il capo e le spalle.
Sbagliano, Salomè, e tu lo sai, bambina.
La colpa, se divisa, cresce e si nutre, come un orco, e diventa talmente grande da oscurare il sole e la luna.
Il romanzo Non è colpa mia, ambientato in una Torino descritta come “il buco del culo del Diavolo”, è corale come pochi: il lettore intercetta un groviglio di voci, pensieri, parole scritte, lette e recitate, frasi in un verso e nel verso opposto.
(Una menzione particolare va allo psicologo algherese come me che, da vero isolano emigrato, trascorre il Capodanno in spiaggia con una temperatura di massimo 10 gradi, secondo le medie stagionali)
I protagonisti principali sono sette come i veli di Salomè:
Arturo, imprenditore di successo morto suicida, un tempo dedito ai festini con sesso e prostitute e in seguito affetto da demenza;
Elisabetta, la di lui giovane moglie, bulimica di sesso e annoiata di vita;
Riccardo, il di lui figlio, dimidiato fra le responsabilità dell’azienda di famiglia, in crisi, e una omosessualità non dichiarata;
Cinzia, tossicodipendente con un passato torbido;
Aisha, la di lei figlia preadolescente, che vive in danza fra bellezze e sogni;
Lucia, la badante rumena sempre in apprensione per il figlio disadattato;
Giuseppina, l’anziana governante che sa fare grappe e tutto distilla in gocce di memoria.
Sette sono i veli, ma mille sono i danzatori, mille come le stelle del cielo e i boia della terra.
E tutti hanno paura perché lo sanno: è colpa loro.
Perché sanno quello che fanno o lo sapevano o lo avrebbero potuto sapere.
Saranno perdonati o destinati ad accecarsi come Edipo, altro re, perché le colpe dei padri chiedono il sangue dei figli?
Trovate questa recensione e molte altre – storie, immagini – sul sito CULTURA AL FEMMINILE, ideato dalla stessa Emma e vivacizzato da una serie di penne con la A.
https://www.culturalfemminile.com/2018/11/02/non-e-colpa-mia-di-valeria-bianchi-mian/
BUONA LETTURA!
